Michele's profileZaphod Beeblebrox ^^"PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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August 25 tempesta di tamburi Sono qui. Guardami. Ciao. Devo presentarmi? Sono il tuo futuro. O il futuro semplicemente, è un piacere conoscerti. Sono il futuro di tutti, in fondo. Sono qui per starti accanto per il resto della tua vita, se vita la si può chiamare. Un tempo era diverso, io non c'ero, né per te né per gli altri. Ma ora ci sono. Sono il tuo migliore amico, sono il tuo amore, sono il tuo animale preferito. Sono il tuo gioco preferito, il tuo libro preferito, il tuo film preferito, la tua canzone preferita, il tuo colore preferito, il tuo odore preferito, sono la benda sui tuoi occhi, sono l'unica cosa importante della tua vita, sono la tua stessa vita, e soprattutto, sono la tua morte. Sì, è un vero piacere conoscerti. Cosa stai... Lascia stare quella scatola di matite colorate! Sei un bambino? Ah ah ah! Delle matite colorate... Io sono migliore di quelle, resta con me. Io sono migliore di tutto. Sono più colorato e più profumato e più vivace e più felice di tutto il resto! Parlare con me è fantastico, non trovi? Ti evita di pensare alle quattro mura sporche che ti circondano. E se proprio vuoi pensare a loro, fallo con me. Ti aiuterò, guarderò con i miei occhi cosa ti circonda e te lo descriverò nella mia bellissima lingua, dolce e musicale. Ti darò emozioni che nient'altro ti ha mai dato, ti porterò all'assuefazione, non potrai fare a meno di me! Non lo trovi fantastico? Cosa? Beh, nessuno è perfetto, non puoi prendertela se certe emozioni non sono in grado di fartele provare, se non sono in grado di infonderti quella sensazione di grandezza nel petto che ti piace tanto. Ti dà fastidio forse? Voglio dire, che male c'è a rimanere confinati nella piccolezza? Sono in grado di renderti felice anche così. Che cosa... Ti ho detto di lasciare stare quelle matite! Non prenderle! Ascoltami, non devi prenderle. Ascoltami! Devi ascoltarmi! Non puoi fuggire! Non puoi! NON PUOI! August 03 decisamenteMi piace starmene seduto qui nel prato. Non che ci sia molto da fare. Però è bello il rumore del fiume. E quell'altro, sembra un sasso che cade su del legno. Cavo però. Posso allungare la mano e toccare un libro invecchiato precocemente, un ricettacolo di voli e lacrime che per sempre sarà. Posso rimanere per ore a guardare il tavolo fermo, dove non c'è movimento e il tempo non scorre, se non per quel sole che gira, il sigillo metallico dorato che riflette raggi dorati. C'è pure scritto sopra, SOLAR, a chiare lettere in altorilievo, che ruotano su di loro. Il disco solare ruota e produce musica, come farfalle che si inseguono, anche se non hanno motivo di inseguirsi, fanno tutte parte di un unico gruppo, e si allontanano, seguendo il corso del fiume. Ma ecco, è di nuovo ora. Cade una capsula ocra nel palmo della mia mano, appiccicosa e puzzolente. Ormai non me ne accorgo neanche quando ingerisco qualcosa, scompare semplicemente dalla mia mano e non sento neanche il sapore in bocca. C'è un altro libro ora, è uno di quelli che restano sempre vuoti, perché in fondo così deve essere. Pensieri di una mente vuota, sono, ed altri occhi vuoti che guardano senza vedere. Qualcosa li sostiene come un vecchio bastone, sono ancora lì, a guardare senza vedere, a vedere quel che non c'è dopo tutto questo tempo. Io in fondo ho il mio prato su cui star seduto, ed una calda sciarpa di lana. |
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