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July 31 la caccia (lo cascio <3)Viviamo in una delle società più pericolose che siano mai esistite. E
solo massacrando ogni avversario sarà per noi possibile ripristinare
l'ordine che adesso va in frantumi. Insieme mobilitiamoci ad estinguere
l'orrore che attenta la città alle sue radici. Due sono i punti di
forza su cui contare: l'incontestabile bontà delle nostre ragioni e
quell'amore per il rischio a cui si devono il coraggio e l'audacia di
cui è pervasa la nostra natura. La prima tappa consiste nello studio
del nemico. La seconda è riservata alla preparazione. Giunge infine il
momento di ordire l'assalto. E in questo caso dobbiamo agire su due
fronti, da un lato sopprimere l'osceno seduttore, dall'altro massacrare
le baccanti. Procediamo con ordine. Non m'impaurisce il forestiero.
L'unica reazione che mi provoca è il ribrezzo. Questo straniero
disgustoso ci infetta, contamina ogni cosa che tocca, e i suoi discorsi
immorali contraddicono i principi basilari della civiltà. E noi
dovremmo restare immobili? Assistere indifesi? Dovremmo noi subire le
angherie dello straniero senza provare a spegnere e disinnescare
l'ordigno della sua devastazione? È giunta l'ora di mostrare i nostri
muscoli al nemico. Non ci lasciamo certo intimorire da uno sciocco e
sconcio effemminato. Esistono furfanti che non sono disposti a piegarsi
a nessuna condizione: coloro che non sanno flettersi devono allora
venire spezzati. Quando il crimine è smisurato la punizione è
certamente amplificata dal disprezzo. E non mi appaga il fatto che
quell'essere semplicemente muoia. Vorrei più esattamente che non fosse
mai stato, vorrei negarne la ragione stessa di esistenza, vorrei con i
miei denti sminuzzarlo, sbriciolarne il corpo, farne polvere, ridurlo a
men che niente, tanto da dubitare che in realtà fosse mai nato. Non
basterà dunque soltanto farlo fuori. Dovremo prima seviziarlo e
umiliarlo atrocemente. Per cui lo agguanteremo e dopo averlo torturato
pubblicamente, gli troncheremo quella testa volgarmente riccia e la
esporremo come monito rivolto a chiunque volesse in futuro demolire le
fondamenta stesse della nostra patria. Quell'infame ha portato dovunque
scompensi e dissesti. E questo cataclisma ha generato dissensi,
gelosie, rivalità tra membri della comunità, la cui unità pertanto è
scossa. E non fa bene, non fa bene il disaccordo tra fazioni, l'astio
tra i singoli privati cittadini... Una volta catturato, lo straniero
verrà condotto su un carro fino alla piazza principale della città. Il
suo corpo sarà smembrato da quattro cavalli almeno, i pezzi gettati in
un rogo, le ceneri dissolte al vento. Se poi i destrieri non saranno in
grado di accordarsi per tirare lo straniero, con le mie stesse mani
troncherò con somma gioia i nervi e le giunture a colpi di scure... Si
spalanca il tempo del'ostilità. Lo sforzo mirerà al totale
annientamento del nostro avversario e non si esaurirà lo slancio
dell'assalto finché non sia del tutto doma la volontà maligna del
nemico. La guerra, concittadini, la guerra è la base su cui si decide
la vita o la morte del nostro paese. L'esito dello scontro ci dirà se
procediamo verso un destino di sopravvivenza o di estinzione. Messa da
parte la prudenza, accantonata la circospezione, lasciamoci ispirare
dal furore che solo il prode combattente sa trarre dall'odio. Non è più
tempo per piccoli rancori o per passioni covate nell'ombra. Usciamo
allo scoperto e osiamo. L'audacia è la virtù d'acciaio che affila
l'arma e ne moltiplica il bagliore. Avanti dunque. Insieme in marcia,
andiamo a caccia senza esitazione. Bisogna attaccarle di sorpresa,
subito dopo l'istante in cui sono crollate al suolo in preda a osceni
spasmi di piacere, così da coglierle col corpo esausto, ognuna per sé
distesa e solitaria, impreparate allo scontro improvviso. E dunque
rapidità, segreto. Veloci come il vento, solenni come il silenzio che
precede il tuono, rocciosi come la montagna, spietati come il fuoco che
ovunque dilaga, noi piomberemo sul loro campo di lussuria dall'alto,
con la forza d'impatto di una diga che si apre di colpo lungo una gola
in discesa. E le bersaglieremo con un fittissimo diluvio di dardi
scagliati dagli archi rabbiosi, dalle infallibili balestre, e le
trafiggeremo con le nostre terribili lance, col taglio d'alabarde
affamate di sangue e sciabole affilate che andranno a sminuzzare i loro
visceri perversi, a triturare le carni corrotte e disfatte dal vizio. È
giunta l'ora dei sacrifici. Provocherò un'immensa, meritata strage di
donne, tra i dirupi del Citerone. July 26 a different taste sapore di vecchio e di vecchia antipatica Parecchie ore trascorsero. L'uomo-cane era di nuovo affamato e anche Michael e Sophie avevano fame, così decisero di pranzare e Sophie si avvicinò a Calcifer con la padella in mano. - Ma perché non vi mangiate pane e formaggio, per una volta! - brontolò il fuoco, piegando comunque la testa. Sophie stava appoggiando la padella sui riccioli verdi del demone, quando, all'improvviso, la voce di Howl risuonò dal nulla: - Aumenta la tua potenza, Calcifer! Mi ha trovato! - Calcifer, di colpo, sprigionò un gran fuoco, tanto che la padella cadde fra le ginocchia di Sophie. - Dovrai aspettare! - ruggì il demone, levando fiamme sempre più alte. Quasi contemporaneamente si suddivise in una dozzina di facce blu fiammeggianti, come se fosse stato percosso con violenza, e bruciò emettendo un alto, terribile rombo. - Significa che stanno combattendo - bisbigliò Michael. Sophie intanto si succhiava le dita bruciacchiate e, con l'altra mano, raccoglieva le fette di bacon sparse sulla gonna, fissando ammaliata Calcifer. Sembrava che si spostasse da un lato all'altro del focolare sotto delle sferzate e le sue facce fiammeggiavano dal blu intenso all'azzurro, per poi diventare quasi bianche. Per un momento aveva una molteplicità di occhi arancione, l'attimo dopo argentei come le stelle. Sophie non aveva mai nemmeno immaginato niente di simile. Qualcosa passò al di sopra delle loro teste con uno scoppio che scosse la stanza, seguito da un qualcos'altro che emise un lungo ruggito la cui eco sibilò in lontananza. Le fiamme di Calcifer pulsarono e divennero così blu da sembrare nere e la pelle di Sophie frizzò per la magia che c'era nell'aria. Michael si precipitò alla finestra. - Sono piuttosto vicini! - Anche Sophie andò alla finestra con la sua andatura zoppicante. La tempesta magica sembrava aver influenzato metà delle cose che erano nella stanza. Il teschio stava battendo le mandibole talmente forte che si muoveva in circolo. I pacchetti saltavano. La polvere nei vasi diventava effervescente. Un libro cadde con un gran tonfo dallo scaffale e rimase aperto sul pavimento con le pagine chesi sfogliavano da sole avanti e indietro. A un'estremità della stanza un vapore profumato filtrava attraverso la porta del bagno, mentre all'estremità opposta la chitarra di Howl emetteva un lamento stonato. E Calcifer sferzava le sue fiamme più forte che mai. Calcifer, sei mai stato una stella cadente? July 17 registronon c'è nessuno lungo la strada. Nessun suono raggiunge le mie orecchie. IL rumore dei miei passi fugge da me, ed i muri lo ricacciano indietro. Passi pesanti, e la povera eco. Una donna. Sento come un gocciolio, e penso sia il mio cuore che piange, anche se non ne ha motivo, piange per futili motivi, idiota . una televisione che parla . un'automobile che passa . e . Un ciclista della notte. Notturno. Col suo sforzo genera movimento che a sua volta genera luce, e così illuminiamo il nostro cammino e conosciamo gli ostacoli lungo la strada. Con potenza. Cos'è che batte non è il mio cuore, vero? Ho qualcosa nella tasca, cosa Grind grind grind mastica il macchinario, mastica il mostro e i suoi denti fanno un rumore fortissimo. La distanza lo attutisce. Mastica e sputa Di notte fa uno strano effetto, sarà sazio? Quanto vuole mangiare ancora? Non ho piegato quel dannatissmo telo ma era troppo grande per me, stranissimo il fascino di quegli uomini grossi che chissà come sanno fare quello che fanno in ogni occasione, mi attrag . e poi l'obitorio e il buio Era un cellulare che batteva contro il petto, non un cuore. Non c'è sangue nel taschino, però la sensazione di umidiccio È il sudore. Nausante, vorrei strapparmi la pelle mostrando la gabbia che c'è sotto strapparmi i seni i capelli e poi l'obitorio e il buio, e la sala da pranzo, pei vermi, del re e del contadino, e poi nel mare, pescato. Oh, Polonio, polonio, radiazioni, morte e calvizie, senza capelli ma più che calvizie, odore di morte e scarnificazione. Non sento più il rumore dei miei passi, ma il mostro che mastica mi accompagna. Non sento i miei passi, è la morte questa? Un fantasma cammina senza rumore, ma non suda neanche Forse è perché questa strada è larga larga vedo il buio oltre. come si fa a vedere il buio? come si fa ad aver paura di ciò che è nel buio? oscuro è il vuoto, nel buio non c'è niente o forse un ragno nella camicia E PERché li sento di nuovo così forti? passipassipassi pesanti la strada si è stretta, ho paura ma tanto sono miei i passi, non c'è nessuno lungo la strada. Ma alle mie orecchie arriva il suono dei passi e per un attimo . ecco, luce. Era ora, diavolo. Il mostro non mastica più, non lo sento. è tornato in caccia forse? ha ripreso ad aggirarsi col suo naso sporco, in cerca di prede. Viene coperto da altri macchinari, che non masticano e sono freddi, non riuscirebbero mai a sembrare vivi solo fastidiosi col loro ronzare e c'è di nuovo il buio all'ombra dell'alto ospedale e non posso non ce la faccio vi prego salvatemi datemi un po' di . unamacchina una macchina che illumina lungo la strada, oh ddio stavo per polverizzarmi dal terrore ma adesso non ce la farò a passare dietro e poi l'obitorio e il buio, ti prego passo avanti chiudendo gli occhi per non vedere quella porta che dà sul corridoio senza fine con le luci che non illuminano ma mettono solo in risalto il buio e dall'altra parte il dietro dell'obitorio e buio anche lì raccoglie dolori, Ma è passato ora, c'è di nuovo luce, e per un attimo . Dio mio, pattumiere, odore nauseante, e solo per poco luce . di nuovo nel buio. Però c'è una lucina che sale in fondo alla salita, e se io vedo il fondo non è una salita, sono in cima, è una discesa. luce. Luce . Luce che cresce sempre di più mi ha colpita luce luce non colpirmi sono solo una . luce luce luce lu ce lu ce l u c e l u c e l u c e l u c e l u c e c'è un telefono che squilla . perché nessuno risponde . bel gattino . piccolo piccolo . inarca la schiena . sembra più grande July 07 Barcellona, we're coming? Le onde singhiozzano in un battito di cuore (mare che piange?) terribilmente |
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