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    April 21

    Sarah Kane

    Nasce nel '71, il 3 febbraio. Un paesino tranquillo, da favola direi ma credo che sia un po' troppo brutto per ambientarci una favola, cioè troppo poco da favola. Ma abbastanza tranquillo da essere un incubo, e da non farle sapere cosa era la violenza fino agli otto anni. *Misterioso avvenimento.* Qualcosa le fa conoscere la violenza, si accorge finalmente che gli esseri umani sono in grado di infliggersi dolore fra di loro. "Il primo uomo con cui ruppe" fu Dio. Per il resto sembra aver preferito le donne. Rompendo con Dio si spezza però anche la sua mente, nel senso che si distrugge. A diciotto, diciannove anni pensa e realizza per la prima volta di essere mortale: era cresciuta fino ad allora con la convinzione che Gesù sarebbe tornato e l'avrebbe salvata. Punto fondamentale. Ne deriva la sua depressione, e ne deriva il suo terrore della morte, la sua incapacità di sopportare un peso comune a tutti. Uscita da scuola va a studiare teatro a Bristol. In un paio d'anni prende il suo diploma e prova a fare un master a Birmingham, ma è un anno sprecato in cui si prende in giro e vive come e dove non voleva vivere. Le prime opere giovanili sono dei monologhi adolescenziali, qualcosa sull'amore fra due donne che non viene mai sviluppato,  Nel frattempo era incinta di Blasted, e una prima forma l'aveva partorita. Ne ha ventuno o ventidue (di anni) quando ne fanno una prima rappresentazione, molto più scarna, a Birmingham. Inizialmente lei voleva scrivere un dramma su un uomo e una donna chiusi in una stanza d'albergo. Poi accende la tv e sente e vede una donna che chiede l'intervento delle Nazioni Unite in Bosnia, e si chiede che senso abbia che lei scriva quella roba inutile mentre fatti di quella portata accadevano in Yugoslavia. Le mostruosità di Blasted non sono niente di nuovo, sono nuovi gli stupri di massa come arma nella guerra, sono nuovi ma non vorrebbe esistessero. E nel gennaio '95 esce, finalmente, lei ha quasi ventiquattro anni. Il 12 gennaio. Con influssi da Aspettando Godot e dal Re Lear, è il primo passo e quello guardato da tutti, di passo. Il percorso di Ian è simile a quello del Vecchio Marinaio, oh Coleridge. Uno uccide un albatro, l'altro stupra una ragazza ritardata. Ian che muore e e è morto, cioè muore ed è morto. Gli occhi strappati sono Re Lear, ma anche gli hooligans londinesi, che succhiano via gli occhi ai poliziotti. Gli articoli di cronaca sono veri, salvo qualche dettaglio. Dicevo che tutti si concentrarono su questo passo, ossia tutti si concentrano su Blasted. Ma è solo l'inizio. Dopo Blasted a Sarah venne chiesto di riscrivere un classico, qualcosa di antico, un'iniziativa interessante. Sarah si divertiva a mettere alla prova ciò che era fattibile in scena, e con l'Amore di Fedra fa proprio questo. Sceglie la Fedra, la Fedra di Seneca, perché il teatro greco era troppo lontano. E Seneca le era piaciuto, una volta. Blasted aveva passato il testimone della regia quando si era accorta che non sapeva farle, certe cose. Non sapeva come metterle su. Con la Fedra si divertì, all'inizio, poi si accorse che sarebbe toccato a lei dirigere, e lì ahia. Gli avvoltoi che scendono sui cadaveri. Stava riscrivendo Baal di Brecht, perché era ispirato in parte a Woyzeck, e lei Woyzeck l'aveva letto tante volte. La scena di Ippolito con il Prete viene direttamente da lì. Ippolito viene da Elvis Presley, grasso e chiuso nella sua stanza negli anni '70. Ippolito ha senso dell'umorismo, perché l'umorismo è l'ultima cosa ad andarsene in una persona depressa. Quando se ne va, è la fine. La Fedra fa meno paura di Blasted, ma fa comunque paura. C'era sangue, tanto sangue, al punto che quando finirono di provare per la prima volta quella scena, erano totalmente zuppi, e ci fu chi se ne andò. C'erano pezzi di Ippolito che volavano fra il pubblico. Non la capiscono, a Sarah. Passano due anni prima di Cleansed, e nel frattempo lei mette in scena Woyzeck, finalmente. Woyzeck sono venti scene, venti scene scollegate, mai completate. Ci poteva fare davvero tanto. Passa Woyzeck, passa Skin, un cortrometraggio su un giovane nazi razzista che ha una storia con una ragazza di colore, che va in onda sulla TV inglese, unica esperienza televisiva, e siamo agli inizi del '98. Arriva Cleansed, che è ispirato dalla sconnessione di Woyzeck, arriva in aprile. Pure qui, le scene stanno messe come le sembrava meglio, incastrate nel modo migliore, sì. Era una sfida scenica, sotto certi aspetti, con cose impossibili che avvenivano in scena, dai topi ai fiori. E al tempo stesso simbolico, perché la violenza, quando è troppo forte, non può essere rappresentata direttamente, perché altrimenti la mente di chi guarda la rifiuterebbe categoricamente. E quindi, come con il Tito Andronico, le immagini vengono smorzate, gli arti amputati vengono mimati con degli striscioni rossi. Poesia. Pura. Ad influire su Cleansed è di nuovo Shakespeare, sia il Tito Andronico che La Dodicesima Notte, per Grace e Graham. C'è anche Mandela, che insegna a leggere, scrivere e contare ad un ragazzo, in prigione, che si impicca quando realizza il tempo che gli resta da scontare in prigione. Sarah voleva infondere il terrore e l'ansia nel cuore del pubblico. Nelle ultime repliche interpretò Grace, perché l'attrice si era infortunata. Dicono fosse bravissima, fosse perfetta per la sua opera. Dicono sapesse benissimo cosa voleva, ed era in grado di realizzarlo. Sapeva davvero cosa voleva. Altro influsso è 1984, per gli orrori, la reclusione, ma anche per l'amore. L'amore è l'emozione più forte, ma come forza sociale è debolissimo, perché nasce dall'isolamento dal mondo, e perché è soggettivo, soggettivo. Cleansed lo scrisse in un periodo stranissimo. Era depressa, depressissima, e dall'altro lato era innamorata perdutamente. Da qui deriva lo strano sapore dell'opera, il suo agrodolce. E l'ambientazione sembra un campo di concentramento, perché chi è innamorato e viene rifiutato perde sé stesso come il prigioniero di un campo. E poi le torture, le torture terribili inflitte da Tinker. E gli urli muti di chi guarda, perché quando si è costretti a guardare una persona torturata, una persona cara, magari, l'aria vuole uscire, ma non ce la fa, e la bocca resta aperta e muta. Gli impalamenti non vengono altro che dalla solita, mostruosa guerra in Bosnia. La guerra è ancora nell'anima della Kane, e cerca di farla tacere. Cerca di sfuggire all'inferno, ma non ci riesce. Cleansed è tutto questo, ed altro ancora. Sarebbe dovuto essere la seconda parte di una trilogia. Blasted era sulla guerra, Cleansed su un campo di concentramento, poi doveva venire un disastro nucleare, ma non c'è stato, o se c'è stato gli echi sono tanto piccoli. "Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine." Passano neanche tre mesi da Cleansed, ed ecco Crave. Agosto '98, tanto a Londra quanto a Dublino e Berlino, poi Copenaghe e Maastricht. Debuttava in giro, continuava a debuttare in giro, per quanto maestoso era, a dicembre '98 continuava a debuttare. Dicembre '98. Ma con ordine. Sono passati due anni fra l'Amore di Fedra e Cleansed. Era stata in America, l'essere stata in America aveva influenzato il suo stile, l'aveva cambiato. Stava nell'uffico di Vicky Featherstone, buttò gli occhi su Pre-Paradise Sorry Now di Rainer Werner e le venne l'idea per Crave. Così presentò i primi venti minuti ad una delle letture del venerdì che facevano nella compagnia di Vicky. In soli tre giorni, dopo aver scelto quattro voci che le piacevano, aveva finito. Le ci volle un anno per completare il resto dell'opera, ma di quei primi venti minuti cambiarono solo sei battute. Crave è stata "la sua opera più matura", Crave è una meraviglia, è una statua. Per liberarsi del suo nome, della sua reputazione, lo fece uscire sotto lo pseudonimo di Marie Kelvedon. Marie era il suo secondo nome, Kelvedon era un paesino vicino al suo paese di nascita. Marie Kelvedon venne invitata al St. Hilda's college di Oxford per "una performance dadaista senza confronto che avrà luogo nella sala da pranzo universitaria". Gli influssi, gli influssi. La Terra Desolata di T. S. Eliot, principalmente. Sulle montagne, là ci si sente liberi. Ma a differenza de La Terra Desolata, Sarah non spiega niente, non mette didascalie alla sua opera. Deve essere presa come un blocco unico, l'effetto artistico è dato dall'insieme. Spiegare cosa significava sarebbe voluto dire mostrare a tutti una bella fetta della sua vita. Un one man show a quattro voci, è Crave. Le quattro voci sono di A, un uomo anziano, un abusatore, ma anche l'autore, Alesteir Crowley, l'Anticristo, e uno stronzo (arsehole). M è una donna anziana, ed è la madre. B è un giovane uomo, un boy. C è una giovane donna, una child, forse più giovane di B, sicuramente più infantile. E si intrecciano fra loro, le quattro voci, con quattro sedie disposte simmetricamente rispetto a due tavolini con brocche e bicchieri d'acqua. Si scambiano di posto, ogni tanto. Quando A lamenta il suo amore, C si contorce, B ed M non guardano. Crave si basa sul ritmo, le battute venivano cambiate da Sarah perché non reggevano ritmicamente, ed è la forza del ritmo la cosa fondamentale per lei in questo punto. È una caduta nella luce, come Cleansed, ma Cleansed aveva speranza, le voci di Crave hanno rinunciato, e accettano passivamente gli effetti della loro rinuncia. In un'opera mastodontica. In un fuoco d'artificio. Dissi prima che a dicembre debuttava una rappresentazione di Crave. Perché a gennaio Sarah, depressa, si riempie di medicinali, ma non muore. Viene portata in ospedale, le fanno una lavanda gastrica, provano a farla uscire ma deve tornare dentro, e si impicca con i lacci delle scarpe ad un lavandino. Finirla, renderla. Sul suo comodino c'era Prozac Nation, sulla depressione in America, c'era Anatomy of Desperation di Lewis Wolpert, che parlava di un'esperienza personale di depressione. C'era Sylvia Plath, e un libro sulla mente del suicida. 4:48 Psychosis germoglia qui, in questo campo. Germoglia qui, ma lei aveva iniziato a lavorarci nel gennaio 1998, un anno prima di uccidersi, un anno intero a svilupparla. Psicosi insegna a vivere, fa forza e cerca di spingere a farcela. Per vivere bisogna rinunciare ad una parte di sé stessi, Sarah non ce l'ha fatta, ma lo sapeva. Una persona sul rogo che manda gli ultimi cenni a chi sta a guardarla bruciare. Gli attori erano tre, su un palco spoglio, con uno specchio sopra la testa, piegato di quarantacinque gradi. I numeri da 100 indietro per 7 venivano scritti sul tavolo. Uno degli attori aveva delle cicatrici sulle braccia con scritto sì/no, un aereo volava verso di loro quando chiedevano risposta. Un aereoplanino di carta. E alla fine, nel silenzio, le finestre si aprivano, entrava il rumore e la luce di Londra, e si veniva liberati dal dolore di Sarah. Tutto questo postumo, un anno dopo il suicidio di Sarah. Lo sportello che si apre, la luce fredda. Sarah che era stata internata in manicomio su sua spontanea volontà, ma non era servito a molto. La sua morte ha dimostrato che faceva sul serio, dissero. La sua morte è un rimprovero alla mancanza di senso nelle nostre vite, nel nostro teatro, nei nostri falsi dèi. Questo non è tutto, sono le cose che ricordavo, che volevo scrivere.
    April 12

    mh

    Cercherò di eliminare quel senso di irrealtà da cui mi piace farmi accompagnare: ieri sera tremavo come una foglia (o come un fagiolo) salendo sul letto, stare fisicamente è allucinante. L'idea di non riuscire a dormire rigirandomi fra le coperte, sudato, inseguito da incubi colossali, mi fa venire voglia di non andarci proprio, a dormire. Stavo comunque pensando, sto pensando, a cosa è l'amore. Ad esempio, "amare significa volere il bene dell'Altro, non il proprio", e in questo caso amo davvero tantissimo. Però non riesco a convincermi che sia solo questo l'amore. Quello più romantico e favolesco non ha niente a che vedere con questa definizione! Desiderarlo, inseguirlo, significa vivere in un mondo "romanzato"? (Credo di sì.) (Ooh, mi viene in mente Pastòr, cioè, i suoi genitori.) E tossendo, l'amore nasce dalla solitudine, sia figurativamente che ad un livello più reale: stare a stretto contatto per tanto tempo porta ad innamorarsi. Poi la magia si rompe, eccetera eccetera. È un'altra cosa di cui ho paura: tutto ciò che non riusciamo a prevedere. Ci vuole pochissimo per essere felici, ma è altrettanto facile sbagliare. Ci vuole pochissimo, sì...
    April 11

    marciare attraverso la palude

    Come along, follow me as I lead through the darkness
    As I provide just enough spark, that we need to proceed
    Carry on, give me hope, give me strength,
    Come with me, and I won't stear you wrong
    Put your faith and your trust as I guide us through the fog
    Till the light, at the end, of the tunnel, we gonna fight,
    We gonna charge, we gonna stomp, we gonna march through the swamp
    We gonna mosh through the marsh, take us right through the doors

    Che figo Eminem. [cit.] Cioè non ho motivo per metterla qui, ma è meravigliosa e devo cacciare via l'assenza, devo tappare buchi con parole belle.
    April 10

    sparo

    dico     solo     poche     frasi
    prendo     solo     forti     dosi                    Vivo
    male     questa     porca     vita
    sono     nella     mala vita

    spreco

    piango

    il     mio cuore
    l'ho     lasciato
    morto     marcio     vio lentato
                                                                    Vivo
    quando     tutto     dorme     esco
    faccio
    sesso
    col
    revolver
    SPARO


    giuro.

    e
    non ho più niente / non piango più / non voglio più
    altro che freddo
    dimentica
    e scordami

    e
    l'amore
    l'ho lasciato     morto     marcio     di sperato
    nero
    ero, coca
    fa     lo stesso
    faccio
    sesso
    col
    revolver
    SPARO


    giuro.

    e
    non ho più niente / non piango più / non voglio più
    altro che freddo
    dimentica
    e scordami
    e
    non ho più niente          non piango più
    dimentico
    la mia vendetta          è un buco di          proiettile

    la felicità e l'amore e la vita

    Sei in acqua, l'acqua è profonda, non tocchi il fondo. Ti agiti per restare a galla. Consumi le tue forze per restare a galla. Non ce la fai più, pensi che potresti fermarti un attimo, vedere quanto è lontano il fondo. Magari darti una spinta per tornare su. Lasciarti andare un momento. Che ti farà, per un momento solo? Poi torni su, e continui a lottare per stare a galla. Che ti costa? (La vita.)

    La cosa principale è
    che bisogna restare a galla, che lasciarsi andare è la fine,
    April 05

    Sole che cala

    Cosa? Volevo vomitare via il malessere e la disperazione che mi alberga in petto, scrivere per fuggire all'inferno. Voglio vomitare, non sono al mio posto nel mio corpo. È malinconico, il Piccolo Principe, quando guarda tanti tramonti. Le persone s'alzano avanzano s'alzano. La vita succede, come i fiori, come la luce del sole, come il sole che cala. Guardate.

    Non era in grado di accettare la propria mortalità. E la guerra, la guerra è l'unico nostro problema.