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    December 31

    silvery

    Ogni complimento mi ruba un pezzo di anima
    December 24

    Latte

    Somewhere in Des Moines or San Antonio there is a young gay person who all the sudden realizes that he or she is gay; knows that if their parents find out they will be tossed out of the house, their classmates will taunt the child, and the Anita Bryant's and John Briggs' are doing their part on TV. And that child has several options: staying in the closet, and suicide. And then one day that child might open the paper that says "Homosexual elected in San Francisco" and there are two new options: the option is to go to California, or stay in San Antonio and fight. Two days after I was elected I got a phone call and the voice was quite young. It was from Altoona, Pennsylvania. And the person said "Thanks". And you've got to elect gay people, so that thousand upon thousands like that child know that there is hope for a better world; there is hope for a better tomorrow. Without hope, not only gays, but those who are blacks, the Asians, the disabled, the seniors, the US's: without hope the US's give up. I know that you can't live on hope alone, but without it, life is not worth living. And you, and you, and you, and you have got to give them hope.
    December 16

    Goodbye Berlin

    È un peccato ci sia il blocco stradale, speriamo non ci arrestino o fermino. Ma partiamo subito, andiamo a far surf nella città Est.

    Sono già sul camion, con la mia tavola da surf sul tetto.

    Gli anni ottanta non sono stati gentili con nessuno... Ed io voglio solo trovarmi un po' di sole...

    È il 1984, e stiamo fuggendo. Addio Berlino! E benvenuta, autostrada...

    È un peccato ci sia il blocco stradale, ma se ci prendono noi non parleremo mai. Andiamo ora, a far surf nella città Est.
    December 13

    astratto al punto di

    un bambino che con occhi grandi e sapienti guarda quel luogo incolto dove gli altri non vanno, sulle spalle uno zaino con dentro tutto quello che ha, sul tragitto butterà via ogni cosa superflua, sul tragitto che farà in quel luogo incolto dove gli altri non vanno, e guarda e capisce che era pieno di bellezza prima che venisse abbandonato, e guarda e capisce che deve cercare quella bellezza, e sa che in quel luogo incolto dove gli altri non vanno non lo seguirà nessuno e lui non può rinunciare al viaggio e non può permettere che qualcuno rinunci a sé stesso per il suo viaggio, può solo sperare che ci sia qualcuno in quel luogo incolto dove gli altri non vanno
    December 09

    lunasottolaqualeparlared'amore

    Prima di tutto, presentare l'immagine che si ha nella testa.

    Si tratta di un mondo frenetico e grigio, di gente che tiene la testa piegata verso il basso, tutta presa dal proprio lavoro da formica. Ogni formica deve fare il proprio lavoro per tenere su l'infinito mondo formato da lei e da tutte le altre formiche. Sollevare la testa per poter guardare il sole e le nuvole e i monti e i fiumi e gli alberi e vedere e creare il meraviglioso è vietato, perché distruggerebbe la catena perfetta che è il mondo delle formiche... O almeno, così sarebbe se lo facessero tutti. Per cui, dettiamo un altro punto fondamentale.

    Tutto quello che sto pensando è valido solo per me.

    Perché, se la catena che catena non è ma rete va chiamata si sfalda in un solo punto, continuerà a vivere, in breve tempo il buco sarà ricucito e tanti saluti. Provare a districarsi da questa rete del dovere sociale verso l'Altro è una mossa distruttiva, suicida e oggettivamente insensata. Nasci-riproduciti-muori è e deve essere la vita perché questa macchina funzioni (con sfarzi annessi). Il concetto di solitudine: mantenere i rapporti con chi è chiuso nel relitto che affonda è impossibile, se vuoi anche salvarti.

    Pensando all'immensità del mondo... In una micro-realtà ognuno potrebbe avere il suo ruolo e la sua personalità, in fin dei conti. Ma come le persone che costituiscono questa realtà aumentano, come si cresce fino ad un mondo globalizzato, non si può più avere un ruolo ed una personalità distinta per ognuno, e si passa ad assegnarli alle masse. (Non so bene quale sia, se esista e dove si trovi la via opposta a questa.)

    Provo ad alzare la testa e cercano di tirarmela giù, provo ad alzare la testa e cercano di guardare su anche loro ma non ce la fanno, provo ad alzare la testa e cercano di tirarmela giù, provo ad alzare la testa e cercano di tirarmela giù. Ciò di cui ho più bisogno al momento è il luogo dove non siano in grado di abbassarmi la testa, in cui io possa tenerla alta quanto vorrò. "Questo bisogno vitale per cui morirei." In realtà neanche mi viene impedito con così tanta forza, ma si vuole che io la tenga bassa... Quante delusioni che porterà il mio bisogno, quanti sforzi altrui saranno vanificati?