Michele's profileZaphod Beeblebrox ^^"PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
Se li incontrate, spruzzategli dell'insetticida negli occhi.
|
Zaphod Beeblebrox ^^"Eco-President Of The Galaxy June 29 egregia (Quante emozioni ho raccolto? Ma è tutto falso, ora? Non significa più niente?) Altro spettacolo andato, due testi di Chekov venuti molto bene che forse replicheremo un giorno lontano, è andato molto meglio di qualsiasi altra cosa vista prima d'oggi, sicuro, quant'è vero che sono Sipucin. Credo che faremo Crave, prima o poi, ci spero sinceramente, sì, sicuro, mi sa che ricomincio a lavorarci. Credo di essere felice. Credo che nei prossimi giorni dovrò concentrarmi su Alessandro ed Emanuela, perché fra meno di una settimana si registra. Esplosione. June 27 miserere I. Il mio rapporto con Dio.
======= PRECETTI della CHIESA- Partecipare alla santa Messa la Domenica e nei giorni di precetto. - Santificare i giorni di penitenza secondo le disposizioni della Chiesa. (Ho osservato i digiuni e le astinenze prescritte dalla Chiesa?) - Avvicinarsi al Sacramento della Riconciliazione (Confessione). - Soccorrere alle necessitò della Chiesa (ho aiutato la Chiesa, secondo le mie possibilità? Ho aiutato le missioni?) PECCATI CAPITALI - Orgoglio: agisco con orgoglio? Sono suscettibile? Sono schiavo del "cosa dirà la gente", della moda? - Avarizia: sono troppo attaccato ai beni terreni? Ho sempre fatto l'elemosina secondo le mie possibilità? Per desiderio di avere ho violato le leggi di giustizia? - Invidia: ho avuto sentimenti di invidia? Ho cercato di nuocere agli altri per invidia? Mi sono compiaciuto del male, o rattristato del bene altrui? - Gola: ho ecceduto nel mangiare e nel bere? Mi sono ubriacato? - Accidia (pigrizia): sono pigro? ... nell'alzarmi la mattina? ... nello studio? ... nel compiere i miei doveri religiosi e di stato? - Lussuria: vedi il VI e IX cmoandamento. - Ira: mi sono abbandonato all'ira? Ho avuto desideri di vendetta? Ho desiderato il male del mio prossimo? Ho conservato sentimenti di odio? Atto di dolore Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dai miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami. June 20 carnenuovamente tutta la vita lunga vita vita eterna eternamente vivere, nuova
carne
sangue il dubbio ci attanaglia se una creatura ci sembra viva, è viva realmente? o al contrario, se un oggetto è senza vita, può vivere? è per questo che i robot ci fanno paura sono modellati sugli umani, ma in realtà essi SONO umani ci mettono di fronte all'orrore di essere mero meccanismo, semplice materia in altre parole ci danno la consapevolezza che anche noi umani siamo parte del nulla e la scienza, cercando di svelare il segreto della vita, ha innescato un altro timore: se tutto in natura è calcolabile, anche gli esseri umani sono riducibili in parti elementari, meccaniche, della natura stessa il corpo umano non è altro che una macchina che innesca le sue stesse molle, è l'immagine vivente del moto perpetuo June 09 disperatotristefelicemorto nonconoscenza progressione lentezza lentezza leenteezzaa l e n t e z z a massima calma e tranqui l l iii t à à à Divenir continuo. contiguo (Milly Milly Milly) una lettera per mammà e in ogni caso, devastazione terradesolata de so la ta rovine di vecchi castelli Milly, Milly, spero davvero Ma perché poi? non c'è nulla da temere perché poi, tutto questo, comunicare ATTO ORBITA FEDE LUCE mano Con massima ssimo esempio si intende si intende continuo contiguo continuità parola azione atto comunicativo atto descrittivo per poi follia May 19 non c'è acqua Tanti tanti pensieri, dalla felicità che non deve portarmi via, devo ancorarmi coi piedi a terra. c'è una cosa tanto bella Per citarmi, durante la vita non facciamo altro che costruire castelli di carte, e basta un atto di volontà per far crollare tutto, basta spostare un solo elemento. E una volta tolta la carta non si torna indietro, si può provare a ricostruire il castello, quando in fondo con quelle carte ci si potrebbe giocare. niente va come previsto in fondo, non ha senso non ha senso non ha senso luna crescente progresso che inevitabilmente porta a sperdersi lontano dal cuore delle cose cuore tietti stretto a ciò che devi fare April 21 Sarah Kane Nasce nel '71, il 3 febbraio. Un paesino tranquillo, da favola direi ma credo che sia un po' troppo brutto per ambientarci una favola, cioè troppo poco da favola. Ma abbastanza tranquillo da essere un incubo, e da non farle sapere cosa era la violenza fino agli otto anni. *Misterioso avvenimento.* Qualcosa le fa conoscere la violenza, si accorge finalmente che gli esseri umani sono in grado di infliggersi dolore fra di loro. "Il primo uomo con cui ruppe" fu Dio. Per il resto sembra aver preferito le donne. Rompendo con Dio si spezza però anche la sua mente, nel senso che si distrugge. A diciotto, diciannove anni pensa e realizza per la prima volta di essere mortale: era cresciuta fino ad allora con la convinzione che Gesù sarebbe tornato e l'avrebbe salvata. Punto fondamentale. Ne deriva la sua depressione, e ne deriva il suo terrore della morte, la sua incapacità di sopportare un peso comune a tutti. Uscita da scuola va a studiare teatro a Bristol. In un paio d'anni prende il suo diploma e prova a fare un master a Birmingham, ma è un anno sprecato in cui si prende in giro e vive come e dove non voleva vivere. Le prime opere giovanili sono dei monologhi adolescenziali, qualcosa sull'amore fra due donne che non viene mai sviluppato, Nel frattempo era incinta di Blasted, e una prima forma l'aveva partorita. Ne ha ventuno o ventidue (di anni) quando ne fanno una prima rappresentazione, molto più scarna, a Birmingham. Inizialmente lei voleva scrivere un dramma su un uomo e una donna chiusi in una stanza d'albergo. Poi accende la tv e sente e vede una donna che chiede l'intervento delle Nazioni Unite in Bosnia, e si chiede che senso abbia che lei scriva quella roba inutile mentre fatti di quella portata accadevano in Yugoslavia. Le mostruosità di Blasted non sono niente di nuovo, sono nuovi gli stupri di massa come arma nella guerra, sono nuovi ma non vorrebbe esistessero. E nel gennaio '95 esce, finalmente, lei ha quasi ventiquattro anni. Il 12 gennaio. Con influssi da Aspettando Godot e dal Re Lear, è il primo passo e quello guardato da tutti, di passo. Il percorso di Ian è simile a quello del Vecchio Marinaio, oh Coleridge. Uno uccide un albatro, l'altro stupra una ragazza ritardata. Ian che muore e e è morto, cioè muore ed è morto. Gli occhi strappati sono Re Lear, ma anche gli hooligans londinesi, che succhiano via gli occhi ai poliziotti. Gli articoli di cronaca sono veri, salvo qualche dettaglio. Dicevo che tutti si concentrarono su questo passo, ossia tutti si concentrano su Blasted. Ma è solo l'inizio. Dopo Blasted a Sarah venne chiesto di riscrivere un classico, qualcosa di antico, un'iniziativa interessante. Sarah si divertiva a mettere alla prova ciò che era fattibile in scena, e con l'Amore di Fedra fa proprio questo. Sceglie la Fedra, la Fedra di Seneca, perché il teatro greco era troppo lontano. E Seneca le era piaciuto, una volta. Blasted aveva passato il testimone della regia quando si era accorta che non sapeva farle, certe cose. Non sapeva come metterle su. Con la Fedra si divertì, all'inizio, poi si accorse che sarebbe toccato a lei dirigere, e lì ahia. Gli avvoltoi che scendono sui cadaveri. Stava riscrivendo Baal di Brecht, perché era ispirato in parte a Woyzeck, e lei Woyzeck l'aveva letto tante volte. La scena di Ippolito con il Prete viene direttamente da lì. Ippolito viene da Elvis Presley, grasso e chiuso nella sua stanza negli anni '70. Ippolito ha senso dell'umorismo, perché l'umorismo è l'ultima cosa ad andarsene in una persona depressa. Quando se ne va, è la fine. La Fedra fa meno paura di Blasted, ma fa comunque paura. C'era sangue, tanto sangue, al punto che quando finirono di provare per la prima volta quella scena, erano totalmente zuppi, e ci fu chi se ne andò. C'erano pezzi di Ippolito che volavano fra il pubblico. Non la capiscono, a Sarah. Passano due anni prima di Cleansed, e nel frattempo lei mette in scena Woyzeck, finalmente. Woyzeck sono venti scene, venti scene scollegate, mai completate. Ci poteva fare davvero tanto. Passa Woyzeck, passa Skin, un cortrometraggio su un giovane nazi razzista che ha una storia con una ragazza di colore, che va in onda sulla TV inglese, unica esperienza televisiva, e siamo agli inizi del '98. Arriva Cleansed, che è ispirato dalla sconnessione di Woyzeck, arriva in aprile. Pure qui, le scene stanno messe come le sembrava meglio, incastrate nel modo migliore, sì. Era una sfida scenica, sotto certi aspetti, con cose impossibili che avvenivano in scena, dai topi ai fiori. E al tempo stesso simbolico, perché la violenza, quando è troppo forte, non può essere rappresentata direttamente, perché altrimenti la mente di chi guarda la rifiuterebbe categoricamente. E quindi, come con il Tito Andronico, le immagini vengono smorzate, gli arti amputati vengono mimati con degli striscioni rossi. Poesia. Pura. Ad influire su Cleansed è di nuovo Shakespeare, sia il Tito Andronico che La Dodicesima Notte, per Grace e Graham. C'è anche Mandela, che insegna a leggere, scrivere e contare ad un ragazzo, in prigione, che si impicca quando realizza il tempo che gli resta da scontare in prigione. Sarah voleva infondere il terrore e l'ansia nel cuore del pubblico. Nelle ultime repliche interpretò Grace, perché l'attrice si era infortunata. Dicono fosse bravissima, fosse perfetta per la sua opera. Dicono sapesse benissimo cosa voleva, ed era in grado di realizzarlo. Sapeva davvero cosa voleva. Altro influsso è 1984, per gli orrori, la reclusione, ma anche per l'amore. L'amore è l'emozione più forte, ma come forza sociale è debolissimo, perché nasce dall'isolamento dal mondo, e perché è soggettivo, soggettivo. Cleansed lo scrisse in un periodo stranissimo. Era depressa, depressissima, e dall'altro lato era innamorata perdutamente. Da qui deriva lo strano sapore dell'opera, il suo agrodolce. E l'ambientazione sembra un campo di concentramento, perché chi è innamorato e viene rifiutato perde sé stesso come il prigioniero di un campo. E poi le torture, le torture terribili inflitte da Tinker. E gli urli muti di chi guarda, perché quando si è costretti a guardare una persona torturata, una persona cara, magari, l'aria vuole uscire, ma non ce la fa, e la bocca resta aperta e muta. Gli impalamenti non vengono altro che dalla solita, mostruosa guerra in Bosnia. La guerra è ancora nell'anima della Kane, e cerca di farla tacere. Cerca di sfuggire all'inferno, ma non ci riesce. Cleansed è tutto questo, ed altro ancora. Sarebbe dovuto essere la seconda parte di una trilogia. Blasted era sulla guerra, Cleansed su un campo di concentramento, poi doveva venire un disastro nucleare, ma non c'è stato, o se c'è stato gli echi sono tanto piccoli. "Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine." Passano neanche tre mesi da Cleansed, ed ecco Crave. Agosto '98, tanto a Londra quanto a Dublino e Berlino, poi Copenaghe e Maastricht. Debuttava in giro, continuava a debuttare in giro, per quanto maestoso era, a dicembre '98 continuava a debuttare. Dicembre '98. Ma con ordine. Sono passati due anni fra l'Amore di Fedra e Cleansed. Era stata in America, l'essere stata in America aveva influenzato il suo stile, l'aveva cambiato. Stava nell'uffico di Vicky Featherstone, buttò gli occhi su Pre-Paradise Sorry Now di Rainer Werner e le venne l'idea per Crave. Così presentò i primi venti minuti ad una delle letture del venerdì che facevano nella compagnia di Vicky. In soli tre giorni, dopo aver scelto quattro voci che le piacevano, aveva finito. Le ci volle un anno per completare il resto dell'opera, ma di quei primi venti minuti cambiarono solo sei battute. Crave è stata "la sua opera più matura", Crave è una meraviglia, è una statua. Per liberarsi del suo nome, della sua reputazione, lo fece uscire sotto lo pseudonimo di Marie Kelvedon. Marie era il suo secondo nome, Kelvedon era un paesino vicino al suo paese di nascita. Marie Kelvedon venne invitata al St. Hilda's college di Oxford per "una performance dadaista senza confronto che avrà luogo nella sala da pranzo universitaria". Gli influssi, gli influssi. La Terra Desolata di T. S. Eliot, principalmente. Sulle montagne, là ci si sente liberi. Ma a differenza de La Terra Desolata, Sarah non spiega niente, non mette didascalie alla sua opera. Deve essere presa come un blocco unico, l'effetto artistico è dato dall'insieme. Spiegare cosa significava sarebbe voluto dire mostrare a tutti una bella fetta della sua vita. Un one man show a quattro voci, è Crave. Le quattro voci sono di A, un uomo anziano, un abusatore, ma anche l'autore, Alesteir Crowley, l'Anticristo, e uno stronzo (arsehole). M è una donna anziana, ed è la madre. B è un giovane uomo, un boy. C è una giovane donna, una child, forse più giovane di B, sicuramente più infantile. E si intrecciano fra loro, le quattro voci, con quattro sedie disposte simmetricamente rispetto a due tavolini con brocche e bicchieri d'acqua. Si scambiano di posto, ogni tanto. Quando A lamenta il suo amore, C si contorce, B ed M non guardano. Crave si basa sul ritmo, le battute venivano cambiate da Sarah perché non reggevano ritmicamente, ed è la forza del ritmo la cosa fondamentale per lei in questo punto. È una caduta nella luce, come Cleansed, ma Cleansed aveva speranza, le voci di Crave hanno rinunciato, e accettano passivamente gli effetti della loro rinuncia. In un'opera mastodontica. In un fuoco d'artificio. Dissi prima che a dicembre debuttava una rappresentazione di Crave. Perché a gennaio Sarah, depressa, si riempie di medicinali, ma non muore. Viene portata in ospedale, le fanno una lavanda gastrica, provano a farla uscire ma deve tornare dentro, e si impicca con i lacci delle scarpe ad un lavandino. Finirla, renderla. Sul suo comodino c'era Prozac Nation, sulla depressione in America, c'era Anatomy of Desperation di Lewis Wolpert, che parlava di un'esperienza personale di depressione. C'era Sylvia Plath, e un libro sulla mente del suicida. 4:48 Psychosis germoglia qui, in questo campo. Germoglia qui, ma lei aveva iniziato a lavorarci nel gennaio 1998, un anno prima di uccidersi, un anno intero a svilupparla. Psicosi insegna a vivere, fa forza e cerca di spingere a farcela. Per vivere bisogna rinunciare ad una parte di sé stessi, Sarah non ce l'ha fatta, ma lo sapeva. Una persona sul rogo che manda gli ultimi cenni a chi sta a guardarla bruciare. Gli attori erano tre, su un palco spoglio, con uno specchio sopra la testa, piegato di quarantacinque gradi. I numeri da 100 indietro per 7 venivano scritti sul tavolo. Uno degli attori aveva delle cicatrici sulle braccia con scritto sì/no, un aereo volava verso di loro quando chiedevano risposta. Un aereoplanino di carta. E alla fine, nel silenzio, le finestre si aprivano, entrava il rumore e la luce di Londra, e si veniva liberati dal dolore di Sarah. Tutto questo postumo, un anno dopo il suicidio di Sarah. Lo sportello che si apre, la luce fredda. Sarah che era stata internata in manicomio su sua spontanea volontà, ma non era servito a molto. La sua morte ha dimostrato che faceva sul serio, dissero. La sua morte è un rimprovero alla mancanza di senso nelle nostre vite, nel nostro teatro, nei nostri falsi dèi. Questo non è tutto, sono le cose che ricordavo, che volevo scrivere. April 12 mh Cercherò di eliminare quel senso di irrealtà da cui mi piace farmi accompagnare: ieri sera tremavo come una foglia (o come un fagiolo) salendo sul letto, stare fisicamente è allucinante. L'idea di non riuscire a dormire rigirandomi fra le coperte, sudato, inseguito da incubi colossali, mi fa venire voglia di non andarci proprio, a dormire. Stavo comunque pensando, sto pensando, a cosa è l'amore. Ad esempio, "amare significa volere il bene dell'Altro, non il proprio", e in questo caso amo davvero tantissimo. Però non riesco a convincermi che sia solo questo l'amore. Quello più romantico e favolesco non ha niente a che vedere con questa definizione! Desiderarlo, inseguirlo, significa vivere in un mondo "romanzato"? (Credo di sì.) (Ooh, mi viene in mente Pastòr, cioè, i suoi genitori.) E tossendo, l'amore nasce dalla solitudine, sia figurativamente che ad un livello più reale: stare a stretto contatto per tanto tempo porta ad innamorarsi. Poi la magia si rompe, eccetera eccetera. È un'altra cosa di cui ho paura: tutto ciò che non riusciamo a prevedere. Ci vuole pochissimo per essere felici, ma è altrettanto facile sbagliare. Ci vuole pochissimo, sì... April 11 marciare attraverso la paludeCome along, follow me as I lead through the darkness As I provide just enough spark, that we need to proceed Carry on, give me hope, give me strength, Come with me, and I won't stear you wrong Put your faith and your trust as I guide us through the fog Till the light, at the end, of the tunnel, we gonna fight, We gonna charge, we gonna stomp, we gonna march through the swamp We gonna mosh through the marsh, take us right through the doors Che figo Eminem. [cit.] Cioè non ho motivo per metterla qui, ma è meravigliosa e devo cacciare via l'assenza, devo tappare buchi con parole belle. April 10 sparo dico solo poche frasi prendo solo forti dosi Vivo male questa porca vita sono nella mala vita spreco piango il mio cuore l'ho lasciato morto marcio vio lentato Vivo quando tutto dorme esco faccio sesso col revolver SPARO giuro. e non ho più niente / non piango più / non voglio più altro che freddo dimentica e scordami e l'amore l'ho lasciato morto marcio di sperato nero ero, coca fa lo stesso faccio sesso col revolver SPARO giuro. e non ho più niente / non piango più / non voglio più altro che freddo dimentica e scordami e non ho più niente non piango più dimentico la mia vendetta è un buco di proiettile la felicità e l'amore e la vita Sei in acqua, l'acqua è profonda, non tocchi il fondo. Ti agiti per restare a galla. Consumi le tue forze per restare a galla. Non ce la fai più, pensi che potresti fermarti un attimo, vedere quanto è lontano il fondo. Magari darti una spinta per tornare su. Lasciarti andare un momento. Che ti farà, per un momento solo? Poi torni su, e continui a lottare per stare a galla. Che ti costa? (La vita.) La cosa principale è che bisogna restare a galla, che lasciarsi andare è la fine, April 05 Sole che cala Cosa? Volevo vomitare via il malessere e la disperazione che mi alberga in petto, scrivere per fuggire all'inferno. Voglio vomitare, non sono al mio posto nel mio corpo. È malinconico, il Piccolo Principe, quando guarda tanti tramonti. Le persone s'alzano avanzano s'alzano. La vita succede, come i fiori, come la luce del sole, come il sole che cala. Guardate. Non era in grado di accettare la propria mortalità. E la guerra, la guerra è l'unico nostro problema. March 30 la droga comincia a fare effettoE all'improvviso, arrivò la guerra. Noi non ce ne ricordavamo. Dimenticata da tanto tempo, all'improvviso arrivò la guerra. E all'improvviso arrivò la guerra, i nostri figli sono morti, bruciati fra le rovine di quello che è rimasto dopo l'arrivo della guerra. E all'improvviso arrivò la guerra e le nostri madri gridarono vendetta e chiamavano un'altra guerra, e all'improvviso... E... All'improvviso... E all'improvviso arrivò la guerra con la rovina e la morte e combatti da solo se c'è un'altra guerra. Tutta la vita è una guerra e tutta la vita è dolore, e combatterai da solo nella tua, di guerra. Questa è la guerra. March 27 to hide Tu sei lì ti senti un chiodo nei polmoni e lo guardi, da lontano. Sta parlando con un'altra persona, non capisci neanche bene non respiri se è o non è lui, è di spalle, quei capelli e quella sciarpa sono inconfondibili ma in fondo è lontano e non vedi bene, apri la bocca ma l'aria non vuole entrare fai per avvicinarti e l'amore non ti fa respirare, ti senti cadere ti dipinge la faccia con un'espressione inebetita e l'amore negli occhi si vede da vuoi sederti per terra lontano. Fai per avvicinarti ma lui ha finito di parlare ti scoppia la testa e si sta allontanando, si sta allontanando più in fretta di quanto tu ti avvicini lento svieni e vomita e paziente come l'amore March 25 a forza di camminar dritto non ti viene voglia di girare? Cammino sulla MIA strada, anzi, me la costruisco da solo! Lo dimostrerò a tutti... Talmente più grande della vita... E guardiamolo crescere... Il posto da cui vengo è un piccolo paesino, la gente lì pensa così in piccolo, usano parole piccole -ma non io. Sono più intelligente di loro, ho trovato un modo per spalancare la mia bocca e lasciar uscire quelle parole grandi grandi! Ne ho avuto abbastanza, me ne vado in città, nella grande grande città! E farò un gran casino con tutti i grandi uomini, ci sono così tante cose che otterrò, e pregherò un grande Dio inchinandomi nella grande Chiesa... Alle mie feste vengono sempre un sacco di grandi nomi, e li ringrazio con il più grande dei sorrisi, dicendogli come la mia vita sia una grande avventura! E sono sempre stupefatti quando gli mostro la mia casa, il mio letto, l'ho fatto fare grande come una montagna, con un cuscino bianco come la neve per la mia grande testa cicciona! E il mio paradiso sarà un paradiso grandissimo, e me ne uscirò a testa alta dalla porta principale! E la mia macchina diventa più grande, e la mia casa diventa più grande, e i miei occhi diventano più grandi, e la mia bocca, e il mio petto diventa più grande, e il mio conto in banca, guarda la mia vita, e il rigonfiamento nel mio grande grande grande grande grande grande Finendola con 'sta roba, la mia autostima dove sta? Perché mi sento così misero? Cammino sulla mia strada prendendo asfalto da quelle degli altri, fermare l'amore perché pericoloso, che cosa brutta vorrei evitarla potrei evitarla non so come però potrei chissà come tutto da guadagnare tutto da perdere bellezza regalità fiero fiero atto di potenza in atto e bellezza pesante come una piuma forte come l'argento come la luna celeste nel nero cielo d'estate angelo celeste angelo nel nero portatore di primavera caldo forte fiero lontano troppo lontano bianco odore assordante e bellezza celeste proibita intoccabile bellezza contemplata di nascosto dal mondo nell'armadio apocalisse per favore Inchino. March 08 un giorno Non lasciatemi solo con me stesso, o almeno se dovete farlo non datemi la compagnia degli altri, o almeno se dovete fare una delle due cose lasciatemi dormire. O almeno lasciatemi cadere a terra e lasciatemi marcire lì. Desiderio, felicità, meraviglia, stupore, allegria, calma, tranquillità, moderazione, apatia, sconforto, disperazione. Mi dissero che un giorno la merda smette di piovere e viene tutto quello che si è perso. February 25 farfalle Lo vedo, e penso "Kupò!" e faccio per dirlo, poi mi trattengo. Penso un po'. Non può essere lui in fondo, potrei dire "mi ricordi tanto kupò!", ma sarebbe stupido e non avrebbe senso e non è un buon modo per avvicinarsi. E le farfalle mi solleticano dentro. Guardo quella sciarpa bellissima e quel portamento fiero e bellissimo e quello sguardo vivo e pacato e e trallakupò. Una persona seduta in una classe totalmente vuota a disegnare su dei fogli appoggiati sulla cattedra. La persona che esce un attimo e lo sguardo furtivo gettato per vedere cosa stia disegnando. Vedere una solitudine tanto familiare. Ho le farfalle che mi solleticano dentro. February 24 Sostanzialmente Realizzato un desiderio, un bisogno, ne subentra subito un altro, e se non arriva si va da soli a riprendere qualcosa di irrealizzato... Un desiderio minore che si aveva, qualcosa che si voleva fare, insomma, e che si è accantonato per altre urgenze... La natura ha orrore del vuoto e riempie subito il vuoto di un obiettivo inserendone un altro, è buffissimo, davvero, e non me ne ero mai accorto. Vita, interminabile susseguirsi di cose da fare. Per ora mi piace, davvero buffissimo. Una felicità segreta in petto che mi spinge a volere il bello, sì sì sì sì. (Una felicità inesprimibile, lo sappiamo tutti.) February 21 Ahimè, povero Harvey - lo conoscevo così bene! Mi sono liberato del peso del dover finire lo striscione di Harvey Milk finendolo. Sono fiero di me. Ora spero che me si sbrighi a togliere i segni della matita e che lunedì lo porti a scuola per iniziare a trovare come attaccarlo e come provocare il professore di matematica. February 19 Decadenza, attesa, aspettative 1) Sono misantropo, e tanto, che si capisca o meno. 2) Sicuramente non sono mai felice come appaio, anzi. (Salvo rare -ma non troppo- eccezioni) 3) Preferisco dar peso alla parte di me che è nera nera perché credo che la parte così verde crescerà da sola per bilanciare. Sì, ci spero molto. 4) Non penso di essere bravo come gli altri credono o come mi possono dire, ma in fondo questo equivale al punto 3. 5) Adoro le critiche, e spesso do troppa importanza a chi critica per pura cattiveria. Ogni complimento mi ruba un pezzo di anima, ma mi aiuta anche ad andare avanti. 6) Nonostante lo stia facendo, odio parlare di me. Se l'oscurità è nelle nostre anime, non ha senso parlare di loro. Perché se anche crediamo di distinguere qualcosa, a che pro prenderlo per verità? 7) Il bianco del mio Dio è sicuramente migliore di quello dei vostri. 8) Sono dannatamente presuntuoso, troppo spesso non credo nell'esistenza degli altri, e per quanto me ne sia accorto spesso non cambio. 9) Sono abbastanza narcisista da scrivere 25 punti su di me. 10) Ho appena sentito "credi nei tuoi occhi e potenzia le tue capacità". 11) A volte penso di essere l'unico a provare il mio dolore, poi mi dico di esser stupido. Mi sento comunque svuotato, lo sconforto che mi prende pensando agli altri esseri umani è immenso, poi mi ricordo che esistono le volpi e le rose. 12) Mi chiedo che fine abbia fatto il mondo colorato di Mika, l'allegria del pop, visto che negli ultimi tempi preferisco molto la malinconia violenta degli Agalloch e degli Empyrium. 13) Dubito esista il futuro, ma difficilmente smetterò di sperarci e di desiderarlo. 14) Sostanzialmente, non sono sicuro, ma non ne sarei troppo sicuro. 15) I miei capelli erano meglio tre mesi fa. 16) Mi dimentico molto spesso che bisogna mettersi d'impegno in ciò che si fa, anzi non è vero, me lo ricordo ma non sempre mi riesce. 17) Non leggo tanto come sembra. Però mi piace tantissimo farlo. Sono anche io vittima del mondo moderno e della pigrizia. Ma non voglio, giuro! 18) Adoro la follia e gli ambienti distopici. La mia cara stanza bianca in mezzo al deserto. 19) Per conseguenza del primo punto adoro la solitudine, non so perché non l'ho specificato prima. 20) E prima o poi vorrò uscire di notte al freddo ma ben coperto con una macchinetta fotografica e degli occhi indagatori per l'assordante odore del bianco e per catturare l'anima del buio. 21) Fra i miei desiderii più pressanti rientra anche l'andare in Islanda: sono molto convinto che l'Islanda sia il mio Giardino e che troverò tanta felicità lì ed anche tanta soddisfazione. Pace, insomma. 22) Se guardo davanti a me (nel mio passato) vedo un letto e un paio di stanze che ora sono vuote, e odio il fatto che lo siano e la persona che ha fatto sì che lo fossero. Purtroppo desidero riempire di nuovo quelle stanze e sostituire quella persona, non riesco ad accettare che sia impossibile. 23) Adoro sognare (quando si chiudono gli occhi e ci si addormenta, non ad occhi aperti), mi piacciono molto i miei sogni. È molto che non faccio incubi, ed un po' che non faccio sogni interessanti. Credo sia indice di stress. L'ultimo incubo che ricordo l'ho avuto quasi un anno fa, avevo la febbre alta e credevo che cose senza senso fossero il centro della mia vita. Ok, in realtà non c'è niente di nuovo. 24) Quando parlo e quando scrivo ho, controvoglia, uno stile. 25) Sono riuscito a scrivere 25 punti che credo essere tanti e che credo mi descrivano, ma in realtà descrivono solo il modo di pensare che ho negli ultimi tempi e che cambierà col vento e che è sempre cambiato col vento. February 02 Piangere di solitudine È una bruttissima sensazione che mi tiro dietro da un mese e più. Quella della mia bocca e delle mie braccia vuote. Ti odio. |
Mi invitano a cena molto spesso
Dove trovarmi a.k.a. dove non andare.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|